Esperienze sulla diffusione della CO2

Premetto che questo non vuole essere una relazione tecnico-teorica ma una semplice esposizione, tra amici, di esperienze e riflessioni personali.

Fino ad alcuni anni fa, la somministrazione in acquario d'anidride carbonica libera (CO2) era considerata una follia e quindi da evitare ad ogni costo.Venivano utilizzati aeratori e pietre porose,   proprio per favorire l'eliminazione di questo gas dall'acqua.

In effetti, una massiccia presenza di CO2, può provocare dei fenomeni di intossicazione nei pesci, mentre una sua somministrazione controllata non solo favorisce la crescita delle piante acquatiche. Le piante acquatiche, in natura e in acquario, traggono dalla CO2 libera il carbonio di cui hanno bisogno per la loro crescita.

Essendo l'anidride carbonica un gas altamente volatile, che tende a raggiungere un equilibrio con quella presente nell'aria, la sua dispersione avviene piuttosto rapidamente, soprattutto in presenza di turbolenze superficiali dell'acqua nella quale è disciolta.

Senza scendere nei dettagli tecnici e chimici del sistema di somministrazione della CO2 in vasca, queste poche righe vogliono solo esporre un’esperienza diretta.Sia nei sistemi “a Bombola” che in quelli “Lievito + Zucchero” la nota dolente è: la diffusione.

Infatti nei sistemi a Lievito si cerca di usare Pietre Porose molto fini o di Tiglio, mentre nei sistemi a Bombola si cerca un diffusore con setto poroso micronizzante.

Oltre a questo bisogna posizionare il diffusore in un punto adatto per la massima circolazione in vasca della CO2. Vari tentativi, con entrambi i metodi di produzione della CO2, hanno fornito dati per poter giungere ad un risultato, almeno nelle vasche da me gestite, ottimale ed economico.Ribadisco che i sistemi di diffusione provati possono essere usati sia con impianti a bombola che con bottiglie a levito+zucchero.

 

 

Partiamo da una vasca con filtro interno e pompa.

La pompa preleva l’acqua, dallo stadio finale del filtro, per reintrodurla in vasca. Prima di tutto dobbiamo avere una pompa con effetto Venturi.

In questo caso la CO2 verrà inserita direttamente nel flusso di acqua che ritorna in vasca; risolvendo il problema del posizionamento del diffusore.Piccolo accorgimento per far turbinare il gas nell’acqua è mettere una curva prima che il flusso entri in vasca.Ma il risultato ottimale è stato raggiunto con l’applicazione di un tubo diffusore di flusso; naturalmente autocostruito.

Vediamo nel dettaglio:

1-     Procurarsi un tubo trasparente, quelli che normalmente si vendono nei negozi di acquari per farci i raccordi.

2-     Tagliarlo nella misura adatta alla nostra vasca (vedi le immagini)

3-     Con un chiodo caldo fare dei fori, mi raccomando quanto più in linea possibile.

4-     Rifinire i fori con una limetta, anche quella per le unghie andrà bene.

5-     Raccordare all’uscita della pompa, con curve e tubo flessibile.In questo modo si avrà anche una migliore diffusione del flusso di ritorno dell’acqua in vasca.

Se si ha una pompa regolabile tararla ai ¾ della potenza.

Tubo trasparente
Schema diffusore di flusso finito

 

 

 

 

 

 

 

Prospettiva in vasca del diffusore

Per coloro che utilizzano un filtro esterno.

Partiamo sempre dall’esperienza personale con un filtro esterno RENA XP2, che fornisce come accessorio un rubinetto con innesto venturi.Infatti è stato da questo che è iniziato il ragionamento. Se esiste un innesto che consente all’aria di miscelarsi meglio con l’acqua perché non sfruttarlo per la CO2??

Provando e riprovando ho notato che la migliore diffusione avviene sempre con il diffusore di flusso; in questo caso fornito a corredo con il filtro e quindi già bello e pronto.

Per i filtri in cui non vi sono questi optionals bisogna costruirsi il diffusore di flusso.

Il rubinetto viene venduto come accessorio da varie marche.

 

 

 

 

Inoltre vi sono delle note a margine che hanno migliorato ancora l’esperimento. La velocità dell’acqua in rientro deve essere poco meno del massimo. Per capirci il rubinetto del filtro deve essere regolato a 3/4 della sua corsa massima.

 

 

 

 

 

 

Imporre al flusso sempre una curva, se possibile leggermente più alta del piano del diffusore, prima dell’uscita in vasca

Queste due cose, potenza e inclinazione del flusso, le ho notate usando dei tubi trasparenti, per meglio controllare i vortici del flusso, infatti nella curva si crea una “macrobolla” che viene lambita dal flusso in uscita che cattura una piccola porzione di CO2 e la scioglie durante il successivo percorso.
Insisto sul diffusore di flusso perché ho notato che nel caso mettiamo un’uscita unica, la porzione di “macrobolla” trascinata, viene espulsa in un’unica soluzione senza frantumarsi.

Cosa non trascurabile è che ho dovuto diminuire la proporzione Bolle/Minuto, il test della CO2 ,con la taratura per diffusore poroso,virava verso il giallo. -Quindi risparmio!!

Spero che questa semplice riflessione dia lo spunto a ulteriori esplorazioni ed a nuove idee.

Ciao Lino

 

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