L'effetto biscotto e le inerzie in acquario

di Luca Torre

Articolo pubblicato su Playfish n° 5.

Con questo articolo mi piacerebbe porre l'attenzione sul fatto che alcuni comportamenti del nostro acquario sono soggetti a dinamiche che a volte possono sfuggire all'attenzione dell'acquariofilo, che non si spiega il perchè di certe osservazioni o di certi fenomeni.
L'acquario, come la maggior parte dei sistemi fisici e chimici, è dotato di una certa inerzia; se non teniamo presente questo aspetto, a volte incorreremo in errori di valutazione che, visti con occhi un po' più esperti, sembreranno banali.
Per spiegare quali sono le dinamiche che regolano il sistema acquario, comincerò dal principio, e spiegherò in primis cosa è la forza di inerzia.
Mi si perdoni una esposizione informale, che renderà la lettura più semplice e scorrevole.
La forza di inerzia è, nel senso più classico del termine, la forza che si oppone ai cambiamenti di moto di un oggetto dotato di un certo peso. Ad esempio se siamo in una automobile ferma, e vogliamo che essa si sposti acquistando velocità, dovremo fornirle una spinta tramite il motore (o, se siamo sfortunati, a mano :-))) ). Infatti la forza di inerzia impedisce all'automobile di acquistare velocità spontaneamente. Viceversa se l'automobile sta già viaggiando, per fermarla dovremo opporci al suo moto, frenando, e combattendo con la forza di inerzia che tenderà a farle mantenere la velocità acquisita. (1)
Ma l'inerzia non si manifesta soltanto nei fenomeni di moto; si manifesta anche nei fenomeni termici, chimici, biologici e quant'altro.
Per esempio consideriamo un termosifone inizialmente freddo. Quando la caldaia comincia a pompare acqua calda al suo interno, il termosifone non si scalderà immediatamente, ma gli occorrerà del tempo per raggiungere la temperatura di funzionamento normale, perchè ha una certa inerzia (in questo caso termica). Viceversa, quando la caldaia si spegnerà, il termosifone resterà caldo per un certo tempo, raffreddandosi pian piano.
Si potrebbero fare altri esempi, ma ve li risparmio.
Veniamo all'acquario.
Anche i nostri acquari sono dotati di una certa inerzia, che si manifesta in svariati processi biologici e chimici caratteristici degli acquari.
Cercheremo di analizzare al meglio alcuni di questi processi, anche se le manifestazioni del principio di inerzia possono essere innumerevoli ed inaspettate, dunque non possono essere citate tutte.
Mi riferirò sopratutto alla chimica dell'acqua, perchè più difficilmente comprensibile e perchè può trarre più facilmente in inganno.
Consideriamo inizialmente una vasca priva di ogni arredamento, e priva di piante e animali, e supponiamo che all'interno della vasca ci sia dell'acqua con determinate caratteristiche chimiche.
Se facciamo un cambio totale dell'acqua, utilizzando acqua con caratteristiche chimiche diverse, allora avremo un cambiamento totale in vasca, e le caratteristiche chimiche cambieranno radicalmente in base alle nostre scelte.
Ciò perchè la vasca è priva di inerzia, in quanto è vuota.
Ma i nostri acquari non sono affatto così. Essi hanno un fondo, un filtro, delle piante e/o degli animali, e sopratutto i cambi d'acqua non sono mai totali. Cosa implica tutto ciò? Ciò implica che il sistema acquario è dotato di inerzia, e quando noi facciamo un cambio d'acqua non possiamo modificare le caratteristiche chimiche istantaneamente.
E' sopratutto il fondo il nostro 'tampone'. Infatti il fondo è più o meno in grado di assorbire e rilasciare sostanze chimiche in modo da compensare in parte i cambiamenti che noi apportiamo con i cambi d'acqua. (2)
Questo fenomeno è noto come effetto biscotto (forse perchè il biscotto si inzuppa.... ma non ci giurerei :-)))) ).
Faccio un esempio pratico per spiegare meglio il concetto.
Una persona di mia conoscenza(3) aveva problemi con le alghe, e non li riusciva a risolvere. Misurò i valori chimici, e si accorse che il valore dei fosfati era una delle principali cause della proliferazione algale.
Provvide a fare un cambio totale dell'acqua, pensando di risolvere il problema. Ovviamente fece questa operazione con tutti gli accorgimenti del caso, facendo in modo da non causare schok a pesci e piante (i pesci furono temporanemente spostati).
Fatto il cambio, misurò i valori dei fosfati e li trovò molto bassi, ma non nulli come si aspettava. Rifece il test a distanza di un paio di giorni, e i fosfati erano di nuovo al valore iniziale, nonostante in quei due giorni in acquario non era stato introdotto nulla.
Che cosa era successo? Prima del cambio i fosfati erano stati assorbiti dal fondo, e dopo il cambio d'acqua totale il fondo aveva rilasciato parte dei fosfati che conservava al suo interno facendo alzare nuovamente i valori.
Furono necessari quattro cambi d'acqua totali per portare i fosfati ad un valore accettabile.
Potete capire bene che se i cambi d'acqua non fossero stati totali, allora sarebbero stati necessari tantissimi cambi (e una gestione più corretta dalla vasca) per ripristinare la situazione.
Questo fenomeno di inerzia, che in base al precedente racconto può sembrare negativo, a volte presenta dei vantaggi, e quindi non è da condannare a priori.
Per esempio se un pesce muore in acquario, e noi non ce ne accorgiamo subito, spesso in vasca non succede nulla. Perchè? Perchè le sostanze liberate dal corpo del pesce che si decompone rapidamente, non sono in grado di squilibrare il sistema all'istante, grazie all'inerzia di cui il sistema stesso è dotato!
Compreso il fenomeno, vediamo come comportarci per evitare brutte sorprese.
La chiave del successo è banale: l'acquario va gestito correttamente sempre, e se per un breve periodo lo trascureremo o lo tratteremo male forse non succederà nulla purchè la gestione ritorni ben presto quella, corretta, di sempre.
Per esempio una proliferazione algale può manifestarsi all'improvviso, ma se ciò avviene è perchè la gestione dell'acquario è stata sbagliata già da parecchio tempo prima! A questo punto non possiamo aspettarci che con qualche intervento di manutenzione le alghe spariscano subito. Per far sparire le alghe, dobbiamo cominciare a gestire correttamente l'acquario (mediante le giuste dosi di cibo, fertilizzanti, luce e quant'altro), e aspettarci dei miglioramenti soltanto a lunga scadenza. Magari, facendo le mosse giuste, dopo qualche settimana otterremo le prime diminuzioni di alghe, ma occorrerà del tempo per riportare il sistema in una posizione stabile, che ci consenta i giusti margini di errore.
Finora mi sono riferito a chimica e alghe, che sono gli argomenti che a me stanno più a cuore, ma il concetto di inerzia si applica a tantissimi altri fenomeni.
Se per un giorno non cibiamo un pesce, esso non morirà di fame istantaneamente, ma solo dopo alcuni giorni di digiuno cominerà a manifestare segni di deperimento e comincerà a indebolirsi, fino ad arrivare ad una malattia o alla morte se continuerà a non essere cibato. Per contro, quando ci accorgiamo che un pesce manifesta i sintomi di una malattia, probabilmente il pesce è malato già da tempo, perchè i sintomi tipicamente non si manifestano subito, ed inoltre noi abbiamo scarsa attitudine (a causa delle infrequenti osservazioni, delle piccole dimensioni del pesce, dell'inesperienza e quant'altro) al manifestarsi dei sintomi. Ed ancora: le terapie medicinali dovrebbero, in generale (molto in generale!) essere protratte anche dopo la apparente guarigione del pesce. Ovviamente con l'esempio fatto non voglio invitare il lettore a far saltare il pasto ai pesci; l'esempio è valido soltanto per spiegare un'altra applicazione del principio di inerzia al nostro acquario.
Se per qualche volta non puliamo il filtro, che sia ben dimensionato, ciò non è un dramma, ma l'importante è che periodicamente lo puliamo, e pure bene!
Se per una volta saltiamo un cambio d'acqua, ad acquario ben tenuto non succede nulla, grazie al principio di inerzia. Ma i cambi vanno fatti eccome, e spesso, e in maniera proporzionata alla vasca (grandezza, carico biologico e così via).
Anche un errore nelle dosi di fertilizzante non si manifesterà subito, ma soltanto dopo che il fertilizzante in eccesso si sarà accumulato abbondantemente e per lungo tempo. A questo punto dobbiamo dare una o più sferzate contrarie al sistema (per esempio con molti cambi e interrompendo di colpo la fertilizzazione) per ristabilirlo. Ma non dobbiamo lasciarci prendere dall'euforia, e prima che si possano manifestare gli effetti contrari, cioè una carenza di fertilizzante, dobbiamo ricominciare a somminisrare il prezioso additivo.
A questo punto, prima di concludere, voglio fare un ultimo esempio basato sulla mia personale esperienza. Un mio acquario fittamente piantumato aveva molti problemi di alghe a causa di una scelta sbagliata dei sali di reintegro dell'acqua di osmosi. Per limitare la proliferazione algale, non capendo quale fosse il motivo, ho ridotto le dosi di fertilizzante fino a dosi minime o nulle per lungo tempo. Le piante, ovviamente, che erano sofferenti già in precedenza, soffrirono ancora di più. Quando ho capito il problema e ho cambiato tipo di sali di reintegro, la situazione ben presto è migliorata, ma nel frattempo molte piante erano morte e quelle restanti erano in pessime condizioni a causa della carenza di nutrienti, ed in particolare dalla carenza di fertilizzanti. A questo punto ho deciso di ricominciare a fertilizzare, cominciando con dosi molto piccole e aumentandole pian piano, come da manuale. Ma l'effetto immediato è stata una proliferazione ancor maggiore di alghe (che non erano mai andate via del tutto). Se non fossi stato a conoscenza dei fenomeni di inerzia che possono caratterizzare le dinamiche delle nostre vasche, mi sarei spaventato e avrei interrotto subito la somministrazione di fertilizzante, non sapendo più che pesci pigliare. Ma per fortuna, essendo a conoscenza dell'inerzia, ho insistito con la fertilizzazione finchè le piante hanno comiciato a star meglio, mettere getti nuovi, proliferare e combattere in maniera naturale le alghe, che pian piano sono del tutto sparite .
Spero che questa trattazione e questi esempi siano utili a qualcuno per evitare errori e per spiegarsi certi comportamenti, solo apparentemente strani, che il nostro acquario a volte può riservarci.

Note:
(1): il fatto che l'automobile, lasciata libera di muoversi ad una certa velocità, prima o poi si ferma, non contrasta con il principio di inerzia. Infatti essa è frenata dagli attriti con l'asfalto e con l'aria che si oppongono alla forza di inerzia e pian piano la fermano.
(2): ovviamente tale capacità del fondo di rilasciare e trattenere sostanze dipenderà in primis da ciò da cui è costituito (ghiaino, sabbia, terra allofana...), dalla granulometria, dall'altezza e così via.
(3): si tratta del Dottor Valerio Zupo, che ha riferito questa esperienza nell'incontro sul filtraggio che ha tenuto per il GAP il 16 maggio 2003. Per saperne di più sull'incontro, leggere alla sezione 'resoconti serate'.

Luca Torre per il GAP.
Roma, 02/03/2003.

 

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