Elementi fondamentali per la fertilizzazione
Problema fondamentale, in una vasca piantumata, è il controllo
delle alghe. Questo può avvenire soltanto gestendo accuratamente
e con cognizione di causa la fertilizzazione.
Per fare ciò bisogna conoscere anche per sommi capi, senza scendere
nei meandri della chimica e della biologia, la fisiologia delle piante ed
i meccanismi basilari della crescita.
Tutti sappiamo, in generale, che le piante abbisognano di luce e di CO2
ma quali sono gli elementi base che ci permettono di favorire le piante
rispetto alle alghe?
Elementi base che ci permettono di nutrire le piante in modo mirato favorendo
tutti i meccanismi biologici della crescita.
FOSFATO:
Il fosfato è lo ione più comune da trovare in acquario. Questo
elemento è alla base degli acidi nucleici e fonte di energia chimica
per le cellule.
Il fosforo assume forme e legami non sempre rilevabili dai normali KIT per
acquariofilia.
1 – perché il fosforo si trova in molecole organiche complesse
(proteine, enzimi e altro) da cui le piante non possono estrarlo: ma le
alghe si. Le alghe infatti hanno un enzima la FOSFATASI che è in
grado di rompere queste molecole complesse e di rendere il fosforo metabolizzabile.
Naturalmente questo meccanismo avviene nelle immediate vicinanze dell’alga
e con concentrazioni irrilevanti ma costanti che non permettono alle piante
di intervenire nell’assorbimento.
2 – il fosforo forma, come il Ferro, sali insolubili che si depositano
sul fondo. Ecco perché è importante sifonare i residui organici
e di cibo.
Inoltre, esiste un equilibrio chimico tra il fosforo libero in acqua e quello
depositato nel fondo.
Non è un bene avere fosfati a 0, anche se come detto i KIT non misurano
tutto il fosforo presente nelle varie aggregazioni, ma una concentrazione
di 0,01 – 0,02 mg/L pare essere un traguardo ottimale.
POTASSIO:
E’ un macronutriente (sostanza che la pianta assorbe in grandi quantità,
misurabili in grammi).
Sicuramente presente in acqua viene rapidamente consumato e spesso le piante
hanno una carenza di questo elemento. Il potassio è legato ai meccanismi
della membrana cellulare, come il sodio. C’è una particolarità,
il potassio può sostituire il sodio ma non il contrario. Infatti
ad eccessi di sodio e carenze di potassio si ha uno stop nella crescita
delle piante inversamente, ambiente ricco di potassio e povero di sodio,
non si evidenziano carenze.
Dato che non è misurabile con i normali KIT bisogna essere sicuri
di inserirlo o con fertilizzanti che dichiarano la sua presenza o con soluzioni
di K2SO4.(solfato di potassio)
ZOLFO:
Elemento molto importante per la bilogia delle piante. Se si usa acqua di
rubinetto, questo elemento sarà sicuramente contenuto. Se invece
si usa acqua di osmosi controllare che i sali di reintegro contengano una
percentuale di zolfo.
NITRATI:
Come il fosforo, i nitrati sono spesso accusati di essere la causa primaria
della comparsa delle alghe. Infatti essi costituiscono la fonte principale
dell’azoto, con questo elemento le piante provvedono alla produzione
di proteine, aminoacidi e clorofilla.
Ricordarsi che i nitarti sono indispensabili alle piante, è bene
mantenere la loro concentrazione tra i 3 – 5 mg/L., anche se valori
fino a 10mg/L sono tollerabili.
Ricordarsi che i nitrati si accumulano in vasca quindi i cambi devono essere
costanti, è sperimentato che valori sopra i 50mg/L sono tossici per
i pesci. Da ciò ne scaturisce il famoso detto “Meglio una pianta
in più ed un pesce in meno”. Infatti in vasce densamente piantumate
e con pochi pesci di piccola taglia si può addirittura avere una
carenza di NO3.
Con i nitrati a 0 le alghe possono ottenere azoto dai sedimenti, animali
morti, detriti di cibo, ecc.riducendo le molecole complesse. I cianobatteri,
inoltre, assimilano azoto dall’atmosfera.
FERRO:
Il ferro è un micronutriente importantissimo per le piante e quindi
deve essere sempre presente in acquario, purtroppo è anche un nutriente
chiave per le alghe.
Il ferro non è molto stabile in soluzione acquosa, la sua instabilità
è dovuta al potenziale redox dell’acqua; in una vasca fortemente
ossigenata(movimento superficiale o areatori) il ferro tende ad ossidarsi
e quindi a precipitare sul fondo. Si deve ricordare che valori di PH bassi
favoriscono la solubilità del ferro. Per mantenere stabile lo ione
Ferro, nella forma FE(II), si usa bloccarlo con molecole organiche dette
chelanti, EDTA, che sottrae il ferro dall’attacco dell’acqua
e quindi la sua ossidazione in FE(III). Certo che per le piante è
più facile assorbire il ferro in forma ridotta ma alcuni processi
possono assorbire questo elemento sotto qualsiasi forma esso si trovi.
Vi sono alcune piante che, attraverso le radici, riescono ad assorbire il
ferro, anche in forma insolubile, dal fondo tramite complessi processi di
acidificazione locale. Ecco perché piante come le cryptocorine e
echinodorus traggono beneficio dal posizionamento di laterite sotto l’apparato
radicale. La quantità di ferro totale in acqua non dovrebbe superare
i vaolri di 0.1 – 0.2 mg/L, infatti valori in eccesso possono essere
tossici per i pesci e favorire le alghe.
Per arrivare ad un dosaggio ottimale si può procedere nel seguente
modo:
- utilizzare un fertilizzante a base di ferro e inserire in vasca una dose
pari a metà della dose consigliata, dopo circa 6 ore controllare
il valore del ferro.
- Ripetiamo l’operazione nell’arco delle 24 ore, le varie misurazioni
dovranno dare un valore decrescente, fino a quasi la scomparsa.
- In teoria una concentrazione iniziale di 0.1 mg/L dovrebbe scomparire
in 24 ore.
Si avrà la certezza che il ferro inserito viene metabolizzato dalle piante e settimanalmente si potrà aggiungere una dose doppia di quella presa a campione.
MAGNESIO:
Il magnesio è il metallo contenuto nelle molecole della clorofilla.Quindi
la sintesi clorofilliana avviene utilizzando queste elemento. Una sua carenza
implica una colorazione pallida delle foglie.
Pertanto si consiglia di tenere un GH che varia tra 5 – 10 gradi tedeschi.
Non è problematico con acqua di rubinetto, mentre per indurire l’acqua
di osmosi bisogna accertarsi che i sali contengano questo importante elemento.
CALCIO:
Contribuisce con il magnesio alla quantificazione del GH, quindi vale lo
stesso discorso sull’indurimento dell’acqua. La sua funzione
è quella di regolare i processi di attraversamento delle pareti cellulari.
Sulla base di questi presupposti vi è stato uno studio sulla somministrazione di una miscela di elementi atta a consentire la crescita regolare delle piante e a ostacolare la proliferazione algale.

