Incontro del 5 febbraio 2004:
Allestimento di un paludario.


Relatore: Nino Sommaripa,

già del Club Campano Acquariofili




L'argomento di stasera è davvero particolare: l'allestimento di un paludario. Un paludario è un allestimento acquariofilo sicuramente atipico, ma per nulla privo di fascino. Anzi, proprio perchè inconsueto, offre spunti di riflessione e libera la fantasia dell'allestitore, più di quanto non facciano gli allestimenti classici di un acquario a cui siamo abituati.
Il relatore di stasera è Nino Sommaripa. Chi ha girato i negozi di Napoli di sicuro si è imbattuto in Nino; non può non conoscerlo. Si tratta di una persona che ha una tale passione, che te la trasmette anche se ti dice soltanto due frasi. Ogni cosa che Nino afferma, ogni acquario che allestisce, hanno un fascino particolare, che non può non lasciare estasiato l'interlocutore, o l'osservatore.
Stasera Nino ci ha voluto omaggiare della sua presenza. Ha allestito un paludario per il GAP, e il risultato finale è stato magnifico, come dimostrano le foto sottostanti.
Dopo che il Presidente Luca Colutta ha introdotto la serata, Geppy prende la parola per fare una piccola presentazione di Nino, per quei pochi in platea che non lo conoscono (foto 1). Poi la serata comincia e Nino, che già in precedenza ha cominciato il lavoro di allestimento, spiega i concetti generali del paludario: cosa è, ed a cosa è dovuta la sua particolare attrattiva (foto 2).
Ci rivela anche quali sono gli animali che meglio si adattano ad un tale ambiente, ed il perchè, dopodichè ci svela anche quali sono le sue personali preferenze. Lo stesso vale per le piante: quali piante sono adatte, quale è il clima che deve essere realizzato, quali accorgimenti tecnici adottare a tal fine, con che forma realizzare la vasca.
A questo punto scattano le numerose domande dei presenti, e dopo che Nino ha fugato tutte le curiosità finalmente può rimettersi al lavoro, procedendo con la fase cruciale dell'allestimento: la sistemazione dei legni e delle piante.
Nel prendere le piante, che sono state acquistate da poco, Nino fa anche una diagnosi delle loro condizioni di salute, con una tale perizia che farebbe invidia ad un botanico. Con un solo colpo d'occhio Nino dice: <<Questa pianta ad esempio è carente di ferro; quest'altra, che è rossa, ovviamente avrà bisogno di molto potassio; quest'altra, invece... vedete? Questa mostra i sintomi di una carenza di microelementi. Questa invece deve avere preso dei colpi di freddo, ed è per questo che le foglie sono così. Questa, invece... sì... questa sembra che sta bene!>>. Man mano che il lavoro avanza nascono tante domande del pubblico, a cui Nino risponde sempre senza alcuna esitazione. Anche il relatore stesso, man mano che avanza con il lavoro, ci rivela aspetti dell'allestimeno, e concetti relativi che, quando te li dicono, sembrano evidenti, ma a pensarci da solo non ci saresti mai arrivato!
E anche i trucchi del mestiere che Nino ci svela sono da lasciare di stucco: lo immaginavate che si può usare colla di acqua e farina per ancorare le piante allo sfondo di sughero? E lo sapevate che, al posto dei vasi che sono stati usati per la fretta, le piante con le loro radici e con il loro terreno possono essere alloggiate in una apposita forma fatta con la lana di perlon, oppure con la fibra di cocco?
Il lavoro è spettacolare: Nino per la realizzazione usa perfino muschio secco (foto 11, 12, 23), licheni (foto 13, 17), e piante epifite (foto 15, 21, 23). La disposizione delle piante sembra perfetta, anche se c'è chi afferma che Nino può dare anche di meglio (ma molti si chiedono... meglio del massimo, cosa c'è?). Nino stesso, ad inizio serata, ha premesso che il tutto avrebbe dovuto essere fatto con più calma, e più tempo. Tuttavia è in queste circostanze che si dimostra la vera classe dell'allestitore, e Nino l'ha dimostrata ampiamente.
Tra l'altro, a tutte queste meraviglie, se ne aggiunge un'altra: la velocità del lavoro. Gli spettatori si accorgono che l'allestimento è finito in un batter d'occhio, perchè mentre erano assorti ad ascoltare le spiegazioni tecniche e naturalistiche (e a mangiare le patatine gentilmente offerte dalla casa :-))) ), Nino ha già finito, realizzando anche le rifiniture (foto 16, 17) in maniera straordinaria.
Alla fine dell'allestimento, per motivi tecnici (messa in squadra del paludario, tempo, fame, stanchezza...) mancava solo di mettere l'acqua, e di accendere il generatore di nebbia. Peccato, ma già così l'effetto visivo è incantevole.
Tra il pubblico è notevole la presenza di una piccola schiera di soci del CIR, Club Ittiologico Romano 'Giancarlo Iocca', che sono venuti da Roma a Napoli epressamente per questo incontro (foto 29), e le loro aspettative non sono state per nulla deluse. Dunque non ci resta che essere grati a Nino, per la grande gentilezza che ci ha concesso, e sperare che ci siano future occasioni per riincontrarlo come relatore, o in qualsiasi altra veste.
Un ringraziamento particolare anche a Geppy e Federico, che oltre ad aver messo a disposizione la sede, che non è una novità, si sono anche preoccupati di parte dell'organizzazione ed in particolare hanno sostenuto le spese per la vasca, le piante, l'impianto luci, il nebulizzatore, il tavolino e quant'altro.
Alla fine varie foto di gruppo, e una pizza in compagnia, per chiudere piacevolmente la serata e per non far tornare i romani digiuni a casa.
Per rivivere i momenti salienti della serata, e per conoscere quanto è stato detto da Nino e fatto durante l'allestimento, è disponibile in prestito, come sempre, la videocassetta per i soci GAP.

Foto 1: Geppy presenta Nino

Foto 2: Nino spiega i concetti base

Foto 3: L'inizio dell'allestimento

Foto 4: Lo sfondo di sughero è stato attacato al vetro con colla vinilica a caldo, che è stata usata per accelerare i tempi ma andrebbe sconsigliata

Foto 6: Nino svasa le prime piante

Foto 7: Alcuni materiali usati per l'allestimento

Foto 9: Siamo ancora all'inizio

Foto 10: Nino spiega le caratteristiche del ghiaino

Foto 5: Legati al piedistallo il gruppo d'accensione per i neon e il generatore di fumo; a terra la pistola per la colla

Foto 12: Un'altra confezione di muschio, licheni e piante epifite Foto 11: Nino bagna il muschio secco prima di utilizzarlo Foto 8: Nino procede

Foto 13: Inserimento di un rametto con licheni

Foto 14: Particolare laterale

Foto 15: Le piante epifite

Foto 16: Lavoro di fino, con le pinzette da acquari

Foto 17: Nino ha in una mano le pinzette, in un'altra i licheni

Foto 18: In dirittura d'arrivo

Foto 21: Particolare con le piante epifite

Foto 20: Particolare

Foto 19: vista da destra

Foto 22: Altro particolare con le piante epifite

Foto 23: Particolare con i muschi

Foto 24: Pianta in fiore

Foto 25: Vista da sinistra

Foto 26: L'opera compiuta

Foto 27: I primi lavori di manutenzione


Foto 28: Il presidente Luca Colutta (sx) e il vice Lino Toraldo (dx) con Nino

Foto 29: Luca Colutta e Nino con i soci CIR venuti da Roma

Foto 30: Si mangia!


 

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